Valeria Martalò

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Nuova Legge sulla lettura. Cosa fanno in Europa e nel mondo?

Febbraio 7, 2020 Lettura
Nuova Legge sulla lettura. Cosa fanno in Europa e nel mondo?

La nuova Legge sulla lettura ha fatto molto discutere tutto il mondo editoriale, soprattutto per la decisione di abbassare il tetto massimo degli sconti al 5% (finora era al 15%). Una decisione che dovrebbe aiutare le librerie indipendenti e svantaggiare Amazon, e nel contempo promuovere la lettura (che in Italia da sempre è ai minimi storici, almeno dal 2010 in poi). Ma sarà davvero così? E soprattutto, cosa succede negli altri paesi europei riguardo a promozione della lettura e sconti librari?

Germania. Nessuno sconto, mai

In Germania gli sconti sui libri sono vietati. Dal 1888 il prezzo dei libri è fissato da un accordo tra editori e rivenditori e non può essere modificato, una misura pensata per evitare la competizione tra librerie e per favorire gli autori emergenti. Oggi tutti i rivenditori che vendono libri fuori prezzo sono tenuti a pagare multe pesanti.

Come promuove la Germania la lettura? Con moltissime iniziative; ve ne segnaliamo una. La Giornata nazionale della lettura (Der Bundesweite Vorlesetag), promossa da Stiftung Lesen, il settimanale Die Zeit e dalle ferrovie tedesche, ha l’obiettivo di suscitare entusiasmo per la lettura attraverso un gran numero di eventi e di iniziative. Si svolge ogni anno il terzo venerdì di novembre. Il progetto, partito nel 2004, è oggi considerato il più grande festival della lettura in Germania, al quale partecipano personaggi famosi e del mondo della politica.

Ovviamente, anche in Germania si discute se rivedere la legge sul prezzo fisso dei libri. Ma per ora il sistema sembra reggere.

“For almost 150 years now, Germany has had a system of fixed book prices. The system guarantees a dense network of bookshops that act as key locations for the dissemination of literature and as indispensable distribution channels, especially for small and medium-sized publishers. Precisely because of this key role, price fixing for books is also widely supported in the political sphere.”

Il 60,1% dei tedeschi dichiara di leggere almeno una volta al mese e il 42,3% lo fa almeno una volta alla settimana.

Regno Unito. Prezzo libero

Alcuni paesi, come il Regno Unito, hanno liberalizzato completamente il prezzo dei libri che ogni rivenditore può modificare a piacimento. Anche Belgio, Finlandia, Irlanda e Svezia non hanno un prezzo fisso. Eppure hanno comunque tassi di lettura più alti dei nostri. Vediamo qualcuna delle iniziative per la lettura che si attuano nel paese che ha abbandonato l’Europa.

Per incoraggiare le persone a leggere di più e a condividere il piacere della lettura, tra il 2011 e il 2015, sono stati investiti dal Governo un  miliardo e 400 milioni di sterline, cui si è aggiunto circa un miliardo proveniente dalla National Lottery, con l’obiettivo di coinvolgere in queste esperienze quante più persone possibile in tutto il paese.

Non mancano sul territorio britannico progetti più mirati, come il programma nazionale Reading well books on prescription (Bop)44, avviato nel 2013 e frutto di una collaborazione tra la Reading agency e la Society of chief librarians che vede uniti medici e bibliotecari. Il progetto mette a disposizione in quasi 130 biblioteche pubbliche dell’Inghilterra un catalogo di 30 libri di “auto-aiuto” raccomandati da specialisti nel settore delle malattie mentali. Si tratta di libri che offrono al paziente strumenti per conoscere più a fondo la patologia di cui soffrono e imparare a gestirla, “prescritti” come parte integrante di una terapia cognitivo-comportamentale. L’iniziativa si colloca nell’ambito delle linee guida del National institute for health and clinical evidence, che raccomandano proprio questo tipo di approccio come primo passo nel trattamento di disturbi come depressione, ansia e fobie.

Gli altri paesi

13 paesi europei hanno prezzi fissi per i libri, tra cui Austria, Spagna, Italia, Paesi Bassi, Norvegia e Ungheria. Al di fuori dell’Europa, i libri sono venduti con un sistema a prezzo fisso in Messico, Argentina e Giappone. Francia, Olanda, Spagna e Svizzera hanno un tetto di sconto simile o uguale al nostro: 5%.

In media un norvegese legge 15 libri l’anno e il 40% della popolazione legge più di 10 libri l’anno.

In Francia il tetto massimo degli sconti è fissato al 5% per i primi due anni dalla data di pubblicazione.

Nuova Zelanda. L’associazione di professionisti The Biddulph Group, specializzata nell’ambito dell’educazione infantile, offre un servizio di promozione della lettura dedicato alle famiglie. La filosofia alla base del programma è la seguente: i bambini, per apprendere un linguaggio corretto e sviluppare un’attitudine alla lettura, hanno bisogno di essere precocemente stimolati attraverso l’interazione continua con le persone che si prendono cura di loro.

Canada. La giornata della lettura in famiglia è un’iniziativa per sensibilizzare i genitori al tema della lettura. Si tratta di una campagna nazionale creata dall’associazione ABC Life Literacy Canada nel 1999 e si tiene annualmente il 27 di gennaio. Il messaggio è semplice: ogni giorno è fondamentale dedicare un po’ di tempo alla lettura, sono sufficienti anche solo 15 minuti al giorno. I benefici sono ampiamente superiori all’impegno, perché si migliorano le capacità cognitive e linguistiche del bambino.

Danimarca. Bogstart è un programma che si ispira all’iniziativa inglese Bookstart. Consiste nel distribuire kit di libri gratuiti ai neogenitori, specialmente nelle aree del paese più bisognose e disagiate. I pacchetti sono gratuiti e contengono oltre a libri adatti all’età di riferimento dei bambini, altro materiale  informativo per comunicare ai neogenitori l’importanza della lettura precoce. Obiettivo è sostenere i bambini nell’acquisizione del linguaggio fino a quando non frequenteranno la scuola e impareranno a leggere.

Giappone. È un dovere per giapponesi creare e preservare gli ambienti in cui i bambini possano conoscere i libri e il piacere della lettura. La biblioteca internazionale di Tokyo (International Library of Children’s Literature) specializzata nella letteratura dei ragazzi realizza bene questa filosofia attraverso la conservazione di migliaia di libri per i bambini. Non solo, consente l’accesso a documentazione e risorse utili per il settore, organizza e supporta iniziative sulla promozione della lettura.

E potrei andare ancora avanti. Come si vede, la maggior parte delle iniziative nel mondo si concentrano sui più piccoli e sull’abitudine alla lettura, sulla capillarità del libro nella vita di tutti i giorni. Non tanto sul prezzo dei libri.

Amazon è una scelta o l’unica scelta?

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Questa legge dovrebbe limitare il monopolio di Amazon. Ma gente, seriously? Davvero credete che le persone acquistino su Amazon solo perché i libri sono sempre scontati al 15%? O magari per la maggior parte degli italiani Amazon è l’unica scelta per comprare dei libri?

Vengo da un piccolo paese del Sud Italia. Nessuna libreria, nel raggio di chilometri e chilometri. Per acquistare un libro dovevo recarmi nella città più vicina, a 40 km di distanza, sperare che il libro ci fosse, perdere mezza giornata su mezzi ovviamente scadenti o spesso inesistenti, e magari spendere 10 euro o più di treno o benzina. Non per tutti è così facile raggiungere le librerie. Se un click in più rende difficoltosa l’usabilità di un’app, e se i negozi tengono le porte sempre aperte “altrimenti la gente non ci entra”, immaginate cosa significa non avere librerie per intere province per il nostro tasso di lettura. Amazon è stata una manna, in un certo senso, per tutte quelle periferie italiane dove i libri, semplicemente, non arrivano.

Provate a cercare una libreria nelle periferie delle grandi città. O una rivista come Internazionale al Sud. Semplicemente, non c’è. Amazon è stata la soluzione, per me, per acquistare libri, e per molto tempo, finché non mi sono trasferita a Milano. Ricordo ancora della fatica immane che feci per trovare una copia del terzo libro di Harry Potter (gli store online non c’erano ancora). Credetemi, ci ho impiegato mesi.

Inoltre, non bisogna dimenticare che spesso Amazon è l’unica a possedere copie di libri introvabili o particolarmente rari. Che se ordinati in libreria, se va bene, impiegano qualche settimana ad arrivare. Amazon è semplicemente la conseguenza della mancanza di librerie in giro per l’Italia, non la causa.

Chiedere a chi vive in periferia di acquistare nelle librerie è un po’ come chiedere di usare i mezzi pubblici e non l’automobile al Sud (provate a spostarvi nel Salento con i mezzi [quali?]. O a prendere un bus a Bari che non prenda fuoco nei successivi dieci minuti), o spingere ad acquistare bio e salutare laddove non ci sono negozi bio nel raggio di province. Non si può. Mancano le librerie, punto. Nessuna Legge sulla lettura che riguardi solo gli sconti potrà mai risolvere questo problema.

Una vera promozione della lettura

La nuova Legge sulla lettura contiene anche misure per la promozione della lettura. Vengono stanziati, per esempio, poco più di 4,3 milioni di euro per un “Piano nazionale d’azione per la promozione della lettura”. Non è ancora chiarissimo di cosa si tratti, ma vorrei porre all’attenzione un problema: come per le librerie che non ci sono ovunque, leggere tanto o poco spesso è la conseguenza di dove si vive/lavora. Vivendo a Milano, si può avere l’impressione che sia facile e agevole leggere. Ma è una bolla, un’illusione.

Vi faccio esempio: vivo in un paesino alla periferia di Milano, di diecimila abitanti, eppure abbiamo ben due biblioteche perfettamente funzionanti. Cosa significa perfettamente funzionanti? Significa che sono aperte tutti i giorni (sì, anche il sabato), che i libri sono tanti e aggiornati, che se cerco una graphic novel uscita una settimana prima la trovo, che se voglio noleggiare un gioco da tavolo posso farlo, che ci sono tantissime iniziative per la lettura, dalle favole raccontate ai più piccoli fino ai club del libro, dagli spettacoli teatrali ai corsi di lingua (e quasi tutte le iniziative sono gratuite o quasi), sono presenti centinaia di riviste e quotidiani, fumetti, manga, romanzi, saggi. Le biblioteche sono sempre piene di vita, di anziani che sfogliano i giornali, di bambini che giocano, di ragazzi che portano avanti e indietro film, dvd, audiolibri. E ci sono ovunque libri digitali in prestito.

Ora torniamo per un attimo indietro nel tempo: nella provincia barese, dove vivevo prima, non era insolito che un paese non avesse affatto una biblioteca. O che una città, anche grande e numerosa, ne avesse ma che fossero praticamente deserte, perché i libri risalivano all’anteguerra, e le riviste pure. Poco funzionali, fatiscenti e abbandonate: così sono le biblioteche del Sud (e immagino di tante periferie italiane).

Conosco gente che non ha nemmeno un libro in casa (e questo anche nella florida Milano). Ho visto mamme che tirano via i bambini dalle librerie perché “leggere è inutile, vieni che ti compro un giocattolo”. Finché ci sarà questa mentalità, finché non si farà una seria promozione della lettura, leggi come quella di cui parliamo oggi saranno carta straccia. E non è tanto una questione di sconto o non sconto: finché leggere resterà arduo, difficile, elitario, noioso per la gran parte degli italiani, è ovvio che niente potrà cambiare. La maggior parte delle promozioni della lettura, finora, si sono concentrate su chi lettore lo era già; dovremmo invece concentrarci su bambini, genitori, chi non ha mai letto, e chi è svantaggiato per condizione sociale/economica/geografica.

Chi ha ragione?

Tutti e nessuno. Il punto è questo: se aumentare lo sconto al 15% tanti anni fa non ha prodotto risultati, perché abbassarlo con una misura restrittiva dovrebbe funzionare? In Italia non si legge, e non perché i libri costano troppo. Ma perché manca una cultura del libro. Perché sin da piccoli non si viene abituati a leggere e a venire in contatto con i libri, se non si è particolarmente ricchi o si hanno genitori illuminati, o se non si vive in città. In tutte le iniziative culturali europee e non che ho elencato sopra, il punto focale è l’educazione alla lettura, soprattutto per i più piccoli.

Se poi nei programmi tv più (inspiegabilmente) visti come Sanremo non si fa passare l’idea che la cultura sia importante, se sui giornali si pubblicano orride descrizioni del fenomeno bookblogger, se si sottopagano tutti i lavoratori della filiera editoriale, se la distribuzione si mangia il 60% del prezzo dei libri, se si continua ad attuare il meccanismo perverso di acquisto-rese-magazzino-macero, se un sacco di carta va sprecata, e se, e se… sarà difficile che abbassare il tetto degli sconti o nominare un luogo Città della Lettura possa servire a qualcosa.

L’editoria ha tanti problemi, ma agire solo sul prezzo dei libri ha poco senso. Cominciamo a dare maggiore importanza alla cultura e alla lettura.

Fonti

Le leggi per promuovere la lettura in Francia, Germania, Regno Unito e Spagna

Fixed Book Price Agreement

Esperienze internazionali di promozione della lettura

Global Fixed Book Price Report

La lettura in Europa e Nord America

Fixed Book Prices in Germany

La nuova legge sugli sconti dei libri

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